Le movimentazioni del governo per il gioco d’azzardo

governo e gioco d'azzardo

Quando si parla di legge finanziaria, ogni anno, agli operatori del mondo del gioco d’azzardo ed in quello dei siti di casino online italiani “si rizzano i capelli in testa” perché regolarmente arriva una “mazzata” che “dovrà” essere accettata e che, naturalmente, nessuno vuole. Quest’anno, visto che di “prelievi forzati” il gioco ne ha già subiti, ovviamente da parte di coloro che si occupano di apparecchiature da intrattenimento, si spera che l’Esecutivo non ricorra ancora a questo comparto per “sistemarsi”, ma che se proprio dovrà rivolgersi al gioco, lo faccia distribuendo i “prelievi” sugli altri prodotti di gioco e non sempre “agli stessi indirizzi”. E la cosa anche importante è che sembra si sia presa coscienza della pericolosità delle Vlt e che si inizi un percorso che porti ad una complessiva ed equilibrata razionalizzazione dell’offerta di gioco con particolare attenzione a questo segmento che i più ritengono “aggressivo”.

Tanto per cominciare sembra “cosa buona e giusta” che il sottosegretario Pier Paolo Baretta, ormai diventato un corpo unico con il mondo del gioco pubblico, abbia preso in esame l’ipotesi di riduzione della giocata massima alle Vlt e nello stesso tempo, visto che quando si presentano queste opzioni poi compare “un qualche prelievo fiscale” asserisce che la manovra finanziaria del 2017 non chiederà 800 milioni di euro al settore come da voci che stanno circolando sempre più insistentemente. Baretta conferma che sta lavorando per l’ipotesi dichiarata per le Vlt di eliminare la giocata da 500 euro, ma non è certo che questo “lavoro” possa già essere approntato per il prossimo incontro in Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti Locali, ma anche se si arriverà solo a presentare una possibilità di riduzione della giocata al 50% potrebbe in ogni caso significare un segnale importante.

Il sottosegretario all’Economia con delega al gioco, Pier Paolo Baretta pensa di aggiungere, così, un altro pezzetto di mosaico al disegno di riforma e riorganizzazione dell’offerta di gioco sul territorio nazionale, ma in relazione alla prossima data della Conferenza Unificata “mette quasi le mani in avanti” comunicando che si va verso un accavallamento di impegni e che, quindi, la data già concordata dovrà subire dei mutamenti… ma soltanto di pochissimi giorni. Tra poco vi sarà l’approvazione della manovra finanziaria di quest’anno e, come detto, prima sono trapelate notizie di una entrata attesa da parte dei giochi di circa 800 milioni di euro. Baretta sottolinea che non è la verità, ma anche che le cifre non sono giuste…

In ogni caso la verità verrà presto a galla e, di conseguenza, tutto il settore si dovrà già preparare ad un altro salasso, sperando di riuscire a fare fronte anche a questo impegno che ormai è da considerarsi una “scadenza annuale”. Si dovrebbe dire che speranze di passare indenni attraverso la legge finanziaria il mondo del gioco pubblico non ne ha e non ne ha mai avute. Sembra sempre che i quattrini mancanti si possano reperire altrove (magari da qualche abbattimento delle spese del Governo che si preannunciano sempre, ma che mai vengono veramente attivate), ma questo “altrove” non si trova mai e si va a ricadere sempre dalla stessa parte: chissà perché.