Il casinò di Saint Vincent diventerà privato

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Anche il comparto dei casinò può presentare innovazioni di grande impatto: in questo momento di particolare “agitazione” per il mondo del gioco, in attesa delle riforme che forse potrebbero anche riguardare il segmento delle Case da Gioco Tricolore, si prospetta l’ipotesi di affidare a privati la gestione del Saint Vincent Resort & Casinò. La questione in generale non è nuova, infatti chi conosce anche un poco questo mondo non può non ricordare le “barricate” che erano state erette all’annuncio da parte del Sindaco di Venezia, allora in carica, all’annuncio di affidare appunto a privati la gestione del Casinò Municipale. Dopo tanta agitazione e tante battaglie il Consiglio Comunale era addivenuto all’approvazione del piano e così si rendeva possibile l’avvio di questo percorso.

In Val d’Aosta non ci sono né battaglie, né “regolar tenzone”… nulla del genere. La Giunta Regionale ha inserito tra i vari punti programmatici la valutazione della possibilità di affidare a privati la gestione del Saint Vincent Resort & Casinò, cominciando dal comparto alberghiero: questa possibilità non trova detrattori neppure da parte dell’opposizione e, quindi, si potrà dare corso e sviluppare questa idea intervenuta, naturalmente, negli interessi di questa bellissima struttura che da parecchi mesi vive una situazione che non sta più in piedi.

Nonostante le voci messe in circolazione prima della pausa estiva attestassero che le “cose erano migliorate” per il Saint Vincent Resort & Casinò, la realtà non risultava veritiera: i numeri nudi e crudi dimostrano che non era quella la verità e questo naturalmente non “fa bene a nessuno”, prima di tutto alla stessa struttura che aspetta, per sopravvivere, interventi ben studiati ed applicati… se non la si vuole davvero veder morire!

Sembra che all’interno dell’Azienda non ci siano più regole, non si sa chi ne è a capo, chi deve prendere le decisioni e “l’arroganza” sta prevaricando tutto ciò che significa “buona gestione”: esistono nell’organico figure dirigenziali o quadri che hanno i medesimi compiti ed in questo modo la società perde milioni di euro l’anno che, certamente, non si può permettere. Obbiettivamente questa realtà non viene gestita “come dovrebbe fare un buon padre di famiglia” sopratutto in un momento in cui i bilanci annualmente approvati “gridano vendetta”.

Il Gruppo Alpe ad effettuato delle stime sull’attuale trend di incassi della struttura: l’attuale società pubblica che la gestisce potrebbe chiudere il corrente anno 2016 con una perdita di esercizio di circa 12 milioni di euro e con questi “conteggi in rosso”, a quando la prossima ricapitalizzazione? La nuove gestione del Casinò rispetto alla precedente, ha fatto probabilmente meno annunci roboanti, ha cercato di limitare un po’ di più i costi ed aveva anche annunciato che ci sarebbe stata una crescita. Ma, invece, sinora, in termini di incassi vi è stata una riduzione del 4% che sarà difficile recuperare nello scorcio di tempo che manca alla chiusura dell’anno.

La prospettiva della privatizzazione, quindi, potrebbe essere la soluzione per “calmierare” le perdite, tutelare 700 posti di lavoro diretti più l’indotto. Ma quale sarà il futuro per quei giovani che negli ultimi sei anni vi hanno lavorato con la prospettiva (si sperava non illusoria) che sarebbero stati assunti? Quali saranno i rapporti che la nuova società subentrante avrà con il territorio? Tante domande che attendono risposta.