I pregiudizi contro il gioco d’azzardo sono obsoleti

pregiudizi sul gioco d'azzardo

Ancora una volta, ed anche con un sottile piacere, “ci piace” riferire una disposizione del Consiglio di Stato nei confronti di una disposizione emessa dalla Provincia di Bolzano che ha comminato la decadenza dell’autorizzazione di una sala da gioco e di un casino online. “Ci piace” riferire questo perché, ancora una volta, alcuni Giudici hanno messo in prima linea l’eventuale “pregiudizio irreversibile” non rimediabile mediante un’ordinanza emessa in sede collegiale che potrebbe ricadere in capo ad un addetto ai lavori del gioco.

Il Consiglio di Stato ha accolto, con questo principio, il ricorso di una sala da gioco contro la Provincia Autonoma di Bolzano per la riforma della sentenza del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa, Sezione Autonoma di Bolzano del gennaio 2017 che aveva rigettato il ricorso per l’annullamento del provvedimento di decadenza dell’autorizzazione alla gestione della sala.

I Giudici hanno rilevato che nel giudizio di primo grado sono stati adottati un decreto presidenziale ed una ordinanza collegiale con i quali era stata sospesa, in via cautelare, l’efficacia del provvedimento di decadenza dall’autorizzazione e di chiusura della sala giochi oggetto dell’appello e che “quindi sussistono allo stato i presupposti per l’accoglimento dell’istanza di sospensione, tenuto conto della immediatezza della gravità ed irreparabilità del danno”.

Un’altra “piccola” vittoria che lascia spazio alla speranza che il gioco ed i suoi operatori, finalmente, siano visti con un occhio diverso, quindi come tanti altri imprenditori che non sono certamente così presi di mira come quelli del settore ludico. Questi sono i provvedimenti che lasciano sperare che i Giudici comincino ad essere più sensibili alle esigenze di questo settore ed a non permettere che il “più forte” (anche se è l’Autorità costituita) abbia sempre e comunque ragione sul “più debole”.

E poi che dire di un’altra notizia positiva che circola in questi giorni relativa al mondo del puro intrattenimento che “ci piace” segnalare perché forse vuol dire “un piccolo cambiamento”: l’importanza del videogioco come prodotto “culturale”. Sì, si parla anche del gioco “minore” in questi termini in relazione al Ddl “Discipline promozione delle imprese culturali e creative”, del videogioco. La proposta di legge concerne imprese culturali e creative che sono un settore assolutamente indispensabile per l’economia del nostro Paese, non ancora normato, dove è stata inserita “la creatività dei videogiochi” tra queste imprese, al pari di altre attività “dell’ingegno legate allo spettacolo dal vivo, al cinema, all’audiovisivo”.

Ovviamente, non si tratta di considerare i videogiochi o la lista casino aams come prodotti culturali, ma di valorizzarne la natura creativa di ciò che può tranquillamente essere considerata “un’opera dell’ingegno”. Si aggiunge, peraltro, che la legge sul cinema, approvata di recente alla Camera, ha ricompreso nel settore dell’Audioviciso, gli stessi videogiochi. Si può anche sottolineare, nonostante da alcune parti si punti il dito nei confronti di questi prodotti che si “definiscono dannosi”, che proprio non lo possono essere per loro natura: ma lo può essere l’uso che di essi si può fare e sopratutto da parte di chi effettua questo uso.

Certamente occorre vigilare, ed assai bene, sull’uso di questi prodotti da parte dei minori e portare questa attenzione e sollecitazione all’interno di un processo di educazione dei ragazzi. Ma è assolutamente necessario evitare di cadere in vecchi stereotipi o generalizzazioni ormai obsoleti e pensare, invece, che siano prodotti densi di creatività ed applicati nell’ambito dell’apprendimento e della didattica. Ma gli stereotipi saranno alquanto duri “a morire”!