I pregiudizi contro il gioco d’azzardo sono obsoleti

pregiudizi sul gioco d'azzardo

Ancora una volta, ed anche con un sottile piacere, “ci piace” riferire una disposizione del Consiglio di Stato nei confronti di una disposizione emessa dalla Provincia di Bolzano che ha comminato la decadenza dell’autorizzazione di una sala da gioco e di un casino online. “Ci piace” riferire questo perché, ancora una volta, alcuni Giudici hanno messo in prima linea l’eventuale “pregiudizio irreversibile” non rimediabile mediante un’ordinanza emessa in sede collegiale che potrebbe ricadere in capo ad un addetto ai lavori del gioco.

Il Consiglio di Stato ha accolto, con questo principio, il ricorso di una sala da gioco contro la Provincia Autonoma di Bolzano per la riforma della sentenza del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa, Sezione Autonoma di Bolzano del gennaio 2017 che aveva rigettato il ricorso per l’annullamento del provvedimento di decadenza dell’autorizzazione alla gestione della sala.

I Giudici hanno rilevato che nel giudizio di primo grado sono stati adottati un decreto presidenziale ed una ordinanza collegiale con i quali era stata sospesa, in via cautelare, l’efficacia del provvedimento di decadenza dall’autorizzazione e di chiusura della sala giochi oggetto dell’appello e che “quindi sussistono allo stato i presupposti per l’accoglimento dell’istanza di sospensione, tenuto conto della immediatezza della gravità ed irreparabilità del danno”.

Un’altra “piccola” vittoria che lascia spazio alla speranza che il gioco ed i suoi operatori, finalmente, siano visti con un occhio diverso, quindi come tanti altri imprenditori che non sono certamente così presi di mira come quelli del settore ludico. Questi sono i provvedimenti che lasciano sperare che i Giudici comincino ad essere più sensibili alle esigenze di questo settore ed a non permettere che il “più forte” (anche se è l’Autorità costituita) abbia sempre e comunque ragione sul “più debole”.

E poi che dire di un’altra notizia positiva che circola in questi giorni relativa al mondo del puro intrattenimento che “ci piace” segnalare perché forse vuol dire “un piccolo cambiamento”: l’importanza del videogioco come prodotto “culturale”. Sì, si parla anche del gioco “minore” in questi termini in relazione al Ddl “Discipline promozione delle imprese culturali e creative”, del videogioco. La proposta di legge concerne imprese culturali e creative che sono un settore assolutamente indispensabile per l’economia del nostro Paese, non ancora normato, dove è stata inserita “la creatività dei videogiochi” tra queste imprese, al pari di altre attività “dell’ingegno legate allo spettacolo dal vivo, al cinema, all’audiovisivo”.

Ovviamente, non si tratta di considerare i videogiochi o la lista casino aams come prodotti culturali, ma di valorizzarne la natura creativa di ciò che può tranquillamente essere considerata “un’opera dell’ingegno”. Si aggiunge, peraltro, che la legge sul cinema, approvata di recente alla Camera, ha ricompreso nel settore dell’Audioviciso, gli stessi videogiochi. Si può anche sottolineare, nonostante da alcune parti si punti il dito nei confronti di questi prodotti che si “definiscono dannosi”, che proprio non lo possono essere per loro natura: ma lo può essere l’uso che di essi si può fare e sopratutto da parte di chi effettua questo uso.

Certamente occorre vigilare, ed assai bene, sull’uso di questi prodotti da parte dei minori e portare questa attenzione e sollecitazione all’interno di un processo di educazione dei ragazzi. Ma è assolutamente necessario evitare di cadere in vecchi stereotipi o generalizzazioni ormai obsoleti e pensare, invece, che siano prodotti densi di creatività ed applicati nell’ambito dell’apprendimento e della didattica. Ma gli stereotipi saranno alquanto duri “a morire”!

La preoccupante scomparsa del gioco d’azzardo lecito

gioco d'azzardo lecito

Non bisogna avere paura di ripetere con veemenza che la scomparsa del gioco lecito dal nostro italico territorio porterebbe inevitabili ricadute pericolose: la prima delle quali è assolutamente quella di dare “in pasto il gioco lecito all’illecito” con campo aperto alle offerte di gioco illegale che già pullulano sul territorio e chissà quale entità potrebbero assumere in caso di vera e propria scomparsa del gioco legale.

E questo in un Paese, anche se dispiace sottolinearlo, che certamente non brilla in termini di risultati di controllo del territorio e di contrasto all’evasione, ma questo vale in generale non per ciò che riguarda il gioco pubblico ed i siti per giocare al casino online dove, contrariamente al consueto, si risultano i risultati migliori in termini di emersione.

Un’altra ricaduta pericolosa sarebbe quella che lo smantellamento di un intero settore comporterebbe scompensi talmente importanti in termini di entrate, investimenti e di occupazione proprio nel nostro Paese che è già sottoposto a tassi spaventosi di indigenza. Senza contare le industrie del gioco che si sono costruite una loro vita sviluppata e consolidata nel corso degli ultimi quindici anni, ed anche di più, che renderebbe il percorso della scomparsa del comparto ludico assolutamente impercorribile.

Quello che rammarica, purtroppo, è che esiste ancora chi “promette e si auspica un risultato di questo tipo, trincerandosi dietro ideali utopistici quanto moralistici, oppure sta cavalcando una sorta di campagna elettorale basata sulla “presunta o famigerata” tutela dei cittadini. Così facendo, però, si promettono cose che non si potranno mai mantenere anche sottolineando che i risultati che i benpensanti si auspicano non ci sarebbero neppure.

Là dove si è provato a bandire il gioco dai territori non si è affatto avuto un calo delle persone “toccate” dal gioco problematico, il territorio non è risultato “migliore” in quanto il gioco illecito (con tutte le conseguenze del caso) si è sostituito “furbescamente” al gioco legale e ci si è trovati con un “mare di risorse” a spasso, senza alcuna collocazione lavorativa che invece possedevano nel comparto ludico.

La scomparsa del mondo del gioco lecito comporterebbe un azzeramento delle entrate erariali che non coinciderebbero con quello della spesa dei cittadini italici per il gioco. Sì, ci potrebbe anche essere realmente una diminuzione della spesa, grazie ad una minore offerta, oppure ad un’offerta “meno visibile” ma sicuramente, come detto più volte, sarebbe accompagnata dalla transumanza della restante quota di danaro investita nel circuito legale, a quello illecito e questo potrebbe generare un ulteriore “giro di nero” che alimenterebbe le casse non dell’erario, ma della criminalità organizzata.

Si è certi, in ogni caso che l’offerta di Stato in termini anche di casino mobile non potrà essere cancellata, tenendo anche presente che ultimamente persino i vari Tar sparsi lungo la nostra Penisola si stanno “accorgendo del mondo del gioco lecito e delle sue esigenze”: stanno prendendo più coscienza degli operatori del settore ludico e di quanto vanno a ribadire relativamente alle ordinanze restrittive che costringono le loro attività “a chiudere i battenti”.

Tanti Giudici si sono anche schierati a favore degli addetti ai lavori del gioco, ravvisando in certi atteggiamenti delle varie Amministrazioni una sorta di “abuso di potere” e di prevaricazione che non può perdurare. E questo è stato “tanto ossigeno” per il mondo legale del gioco la cui scomparsa non è auspicabile perché vorrebbe dire far sparire per sempre il puro e sano divertimento dalla nostra quotidianità.

La multicanalità dei giochi d’azzardo online

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Già nei periodi di “fulgore” del gioco d’azzardo, e secondo la guida casino online più rinomata in italia, quando tutto andava bene e dove non esistevano ancora Regolamenti Regionali ed ordinanze restrittive dove, quindi, il settore sembrava essere una sorta di “isola felice” gli operatori si domandavano dove “sarebbe andato a finire“ il gioco così legato alla evoluzione tecnologica che correva, e corre, di pari passo con i cambiamenti delle esigenze dei giocatori che, a cascata, fanno discendere cambiamenti nel mercato ed anche nuovi investimenti nelle apparecchiature.

Già allora sembrava di vivere “nel futuro” essendo gli addetti ai lavori comunque obbligati a “correre” per inseguire un mercato sempre in cambiamento e che, per la sua stessa natura tecnologica, portava inevitabilmente a studi e progetti avveniristici che sembravano non essere mai sufficiente per andare incontro alle esigenze dei giocatori. Ma quelle preoccupazioni erano “belle preoccupazioni” perché facevano percepire per il mercato “c’era”, si poteva lavorare più che bene, si poteva investire con la consapevolezza che il futuro sarebbe stato “radioso”: anche se già da allora il settore immetteva nelle casse dell’Erario una “quantità infinita” di risorse.

Ed ora, invece, ci si domanda con piglio diverso: dove andrà a finire il gioco d’azzardo pubblico? Che fine farà? Esisterà ancora, seppur ridotto nella sua offerta, riordinato nella sua distribuzione, innovato nella sua tecnologia, oppure le menti che organizzano le nostre vite decideranno ad un certo punto che bisognerà bandire il gioco-divertimento dalle vite quotidiane di noi mortali cittadini? Questa risposta, che tutto il mondo del gioco d’azzardo pubblico si attende dalla Conferenza Unificata, oggi, si pone come un’avvisaglia di un futuro alquanto incerto, lastricato di restrizioni e vari orpelli, tassato nella sua attività come si pensa nessun altro settore di servizi possa essere.

Nel prossimo periodo vi sarà il consueto evento di Enada Primavera che dovrà cercare di dare qualche risposta in più e dibattere anche sul tema sempre più sentito della multicanalità e l’integrazione fra gioco fisico ed online. In quell’occasione si riuniranno esperti più addentrati nel discorso del gioco e delle sue tematiche e da lì, forse, si potranno gettare le basi per il futuro del gioco e di quello che vi gravita attorno.

Sarà un dibattito in cui si intende fare il punto su tutta la situazione del gioco del futuro, sulla “nuova location di gioco nella sfida per l’integazione tra online e terrestre: online o retail forse meglio multicanale”. Certamente, tra le nuove norme e le nuove tecnologie, che disciplinano anche i casino in francia, si intravedono parecchie opportunità per gli addetti al settore ludico, opportunità che dovanno essere colte in pieno per non perdere… il futuro del mondo-gioco che oggi appare, invece, così incerto. Bisognerà cercare di capire quali saranno le strategie migliori per affrontare i nuovi cambiamenti e per prepararsi al meglio a queste nuove sfide.

Ad Enada Primavera interverranno vari esperti e rappresentanti delle imprese del gioco pubblico che andranno a proporre il tema della multicanalità che sarà il fulcro centrale del futuro del gaming non solo italiano, ma globale. Ma ogni nuova sfida che riguarda il gaming, sia fisico che online, non può prescindere dalla risoluzione della situazione sui territori, la famosa “questione territoriale” che tanto sta facendo penare e discutere in Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali. Di conseguenza, ancora di più quest’anno, gli operatori italiani andranno ad Enada in cerca di risposte e sopratutto a caccia di nuove soluzioni per poter gestire adeguatamente il proprio futuro.

I giochi d’azzardo sono tutti importanti

giochi d'azzardo

Quando si parla di mondo del gioco d’azzardo pubblico e dei casino online italiani, corre l’obbligo, chissà perché, di parlare esclusivamente delle apparecchiature da intrattenimento, le “famigerate macchinette”: a loro e solo a loro si fanno risalire le dinamiche relative al gioco problematico, alla criminalità, all’usura. Non si parla mai, assolutamente mai, delle altre forme di gioco che sul territorio sono richieste: come il Gratta&Vinci, il Lotto ed il SuperEnalotto e le Vlt. E questo anche se qualche tabaccaio, intervistato, sostiene che “deve” mantenere nel proprio locale le “macchinette” avendo paura in caso contrario di perdere la possibilità di intrattenere gli altri giochi che sono “vita” per la propria attività.

Quindi, da questo si può facilmente dedurre che le slot sono richieste certamente, ma che gli altri giochi sono pure di importanza “vitale” per le attività ed, automaticamente, vuol dire che, forse, sono più richiesti delle slot machine, causa di tutti i mali nell’ultimo decennio accaduti nel nostro Paese. Mai bugia fu più grande, anche in relazione ai vari studi effettuati da organismi “seri” e non di parte o politicizzati, dai quali emerge che sopratutto il “comparto dei giovani” non è così attratto dalle slot machine come si potrebbe pensare, oppure come si vuole far apparire al “normale cittadino” che di gioco non ne mastica tanto e che recepisce solo quello che i media “vogliono far passare”.

L’informazione che deve arrivare ai più, o quanto meno a coloro che vorrebbero farsi una propria idea di cosa è il mondo del gioco, cosa può portare di buono o di “cattivo”, come sono gli operatori che lo rappresentano e quante persone lavorano nel settore dovrebbero essere equilibrate, obbiettive e non portare a far schierare i cittadini dalla parte “che più interessa” portando a conoscenza solo la parte peggiore del gioco d’azzardo e non certamente quello che di buono può comprendere.

Non si deve, quindi, dimenticare che nel settore ludico operano migliaia di aziende sane, centinaia di migliaia di lavoratori con le relative famiglie che da questa attività lecita, e si sottolinea lecita, trovano il sostentamento per il loro quotidiano. La realtà del mondo-gioco lecito va portata a conoscenza per quello che è: sopratutto riportata sui binari della realtà senza però mai dimenticare la tutela delle persone più fragili ed il ruolo importante della prevenzione.

Bisogna mettere in campo la cultura del gioco e la conoscenza dei casino online con bonus, come è stato fatto per tutte le altre dipendenze e sopratutto bisogna far discernere, e bene anche, la diversità tra i vari giochi, la loro variegata attrattiva, il loro coinvolgimento… ma senza orientare, sotterraneamente, il parere di chi ascolta solo ed unicamente ad un settore particolare. Chi è così fragile da farsi coinvolgere nel gioco compulsivo, di base, ha senza ombra di dubbio, altre problematiche nel suo modo di essere e di vivere il proprio io e la propria vita.

Il gioco non può e non deve essere ritenuto “il male di tutti i mali” e la “piaga sociale del secolo”: sono frasi roboanti, ma che certamente non sono veritiere e sono sopratutto usate con un doppio scopo. Quello di “spaventare” i cittadini ed il territorio e quello di essere strumentalizzate a livello politico. Sarebbe ora di finirla una volta per tutte ed affrontare la tematica del gioco con serietà, quella vera, però!!

IL gioco d’azzardo è una riserva di stato

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Bisogna sottolineare, ancora una volta, con forza che il gioco pubblico ed i casino online autorizzati sono una “riserva di Stato” e, come tale, agisce a nome e per conto dello stesso a mezzo di concessioni rilasciate, controllate e circoscritte nei requisiti richiesti: è giunta l’ora ormai che non si continui a demonizzare questo settore ed i suoi operatori che, per stare nella rete pubblica, devono seguire naturalmente le norme che ne impongono il cammino, ben contenti di stare nella legalità. E questo anche se la continua statuizione di norme restrittive persevera nel minare il corso delle attività ludiche come se gli illegali fossero proprio ed esclusivamente gli operatori del gioco pubblico.

É una situazione che si trascina veramente da tanto tempo, mentre tutti questi sforzi per screditare il gioco lecito dovrebbero esser riposti nel perseguire macchine manomesse, collocate magari in bische clandestine o, peggio, in centri che apparentemente sembrano legali, ma che in realtà si comportano diversamente non rispettando alcuna norma in essere (qualsiasi essa sia).

Ben vengano, quindi, le associazioni di categoria che con forza portano avanti il comparto lecito del gioco e dei migliori casino online difendendolo di fronte alle varie Amministrazioni Comunali od alle Regioni dove, da nord a sud, portano a conoscenza delle varie strutture i “pensieri e le parole” del settore lecito. Come ben si conosce As.Tro e Sapar sono quelle associazioni più importanti che più si muovono sul territorio e che rappresentano una gran parte degli addetti ai lavori del gioco: e le stesse strutture non ne possono veramente più di vedere i propri iscritti “martorizzati” da iniziative contrarie al gioco che si “nascondono” dietro il dito della battaglia contro il gioco problematico con l’unico intento di “smantellare” il mondo del gioco d’azzardo lecito e di bandirlo dalle varie città.

La fazione dei “benpensanti”, che ancora oggi si esprime con frasi colme di falsa moralità e che non fa altro che partecipare al gioco politico dei “no slot, no azzardo”, ha quasi solo la funzione di far spostare il giocatore verso la rete illecita, esiste sempre e perdura nel proprio atteggiamento anti-gioco che non sta affatto concretizzando risultati positivi sia relativamente alla diminuzione del gioco problematico, sia in quello di disincentivare il normale cittadino a cercare un punto dove trovare i propri giochi preferiti.

Chi ama il gioco, trova sempre il sistema di giocare ed a volte sbadatamente può anche “cadere nella rete illecita”, che è sempre lì disponibile ad accettare chi ama il gioco e chi con questo trova divertimento puro e sano. E non si può neppure dimenticare un piccolo particolare: che di punti illeciti ve ne sono parecchi. Gli operatori del gioco pubblico, da parte loro, è ovvio che si obbligano a segnalare queste situazioni sia per dovere come cittadini, sia perché questi punti illegali mettono in campo una sorta di concorrenza sleale nei loro confronti e questo deve assolutamente finire.

L’attenzione sull’illegalità, anche nel comparto delle slot machine gratis, deve sempre essere vigile e monitorata in continuazione, come in realtà succede. Ma se fosse necessario amentarla saranno gli stessi operatori leciti a sentire la necessità di suggerire allo Stato interventi più frequenti e mirati al fine di tutelare il mondo lecito, i giocatori e sopratutto coloro essendo più fragili possono essere coinvolti in derive problematiche. Sembrerebbe però che le apparecchiature di gioco siano diventate una sorta di “capro espiatorio”: ci sono giochi come le Videolottery, i Gratta&Vinci ed il lotto che non vengono mai presi in considerazione. Ma perché?

Autodisciplina per il gioco d’azzardo e la pubblicità

pubblicità gioco d'azzardo

Quando si parla di autodisciplina e di pubblicità per il gioco e per i migliori casino online con bonus sembra sempre che si parli di qualcosa di estremamente astratto e pure “disdicevole”, almeno qui nel nostro Paese e, sinceramente, non si capisce bene il perchè: in altre realtà, anche perché incoraggiato da diverse direttive europee, questo ruolo tende ad essere assai importante sopratutto quando si parla di armonizzazione regolatoria.

La Spagna per esempio è un Paese all’avanguardia su questo argomento, in quanto sono assai numerosi gli accordi stipulati tra Autorità Pubbliche ed Autodisciplina pubblicitaria in diversi comparti di controllo, dalla pubblicità finanziaria a quella del gioco, con vincita in danaro, che in questo momento ci interessa particolarmente e sulla quale si vorrebbe vedere più realistica attenzione. E questo poiché nel nostro Paese, insieme ad una futuribile riforma del settore ludico, si accompagna gioco-forza l’argomento “pubblicità” che va assolutamente normato in modo preciso e trasparente.

Molto probabilmente l’esperienza spagnola, legata anche al mondo dei casino online legali, potrebbe essere seguita come modello, secondo il parere dell’Agcom: poiché lo Stato non ha posto divieto assoluto nel settore del gioco relativo alla pubblicizzazione dei suoi prodotti, ma ha optato per regolamentarne i contenuti ed i modi di diffusione, la norma IAP sul gioco e l’esperienza autodisciplinare acquisita dal 2012 rappresentano esattamente uno specifico know how di cui il sistema, nella sua interezza, può beneficiare.

Risulta, altresì, opportuno il supporto pratico che l’Autodisciplina può offrire alle aziende circa la formulazione di precisi messaggi, con pareri preventivi prima della loro diffusione, e questo con la certezza di seguire pedissequamente le direttive autodisciplinari ed anche quelle di legge. E si ribadisce ancora che in questo caso, con la sua notevole esperienza di co-regolamentazione, la direttiva spagnola potrebbe proprio fungere da “faro” e far seguire la “sua luce”.

Per entrare nel dettaglio dell’Autodisciplina spagnola, anche nel campo dei casino online autorizzati, si può dire che la stessa ha siglato un accordo con il Ministero dell’Economia di mutua collaborazione in materia del gioco e della sua pubblicità. Viene attribuito all’autodisciplina il compito preventivo di verificare i messaggi: il cui parere non impedisce naturalmente “all’autorità statuale di intervenire successivamente, ma attribuisce al messaggio approvato una sorta di presunzione di correttezza” e di “attestazione di buona fede dell’azienda committente”. Praticamente, questo strumento evita la nascita di eventuali contenziosi facendo risalire i messaggi agli standard di correttezza ed evitando, quindi, qualsiasi “contraccolpo economico”.

Da queste precisazioni interessanti nel loro insieme, si può affermare che l’esempio spagnolo dimostra da tanto tempo che l’Autodisciplina pubblicitaria è una vera e propria risorsa per i consumatori, per le aziende ed anche per lo Stato per l’ultimo motivo esposto: un’azione di “controllo del contenzioso”. Ha procedure snelle ed efficaci e non costa alcunché al contribuente. Ed a questo punto gli organismi pubblici si devono rendere conto che le dinamiche sociali ed economiche del nostro tempo rendono assolutamente superata la visione solo statualistica del diritto e questo accogliendo anche, e con tanto rispetto, i numerosi appelli che la Comunità Europea rivolge agli Stati membri: principalmente quello di collaborare con le autodiscipline nazionali. Di conseguenza, anche in Italia, si dovrà trovare un dialogo per trovare forme efficaci di co-regolamentazione nell’interesse ovviamente di tutti, in generale.

I codici di condotta sul gioco nel regno unito

gioco in uk

Il Regno Unito che da sempre è all’avanguardia, seppur con le sue ristrettezze anche moralistiche per ciò che attiene il mondo del gioco ed in quello dei casino online con bonus, ha presentato a Bruxelles le nuove normative per il rilascio delle licenze di gioco ed i codici di condotta. Si vuole garantire da parte del Regno Unito, come obbiettivo principale, la legalità dei casinò games e, quindi, è stato sottoposto “il nuovo piano di normative” per il consueto periodo trimestrale di stand still nel quale gli Stati Membri, o la stessa commissione, potranno esprimere le proprie osservazioni. Quindi, in arrivo le nuove Gambling Commission Licence Condition ed il Codes of Pratices: ovviamente, le stesse saranno vincolanti o meno, ma alle quali il Regno Unito e tutto il suo gioco d’azzardo, si dovranno in ogni caso adeguare.

La modifica presentata recentemente, di conseguenza, va a modificare le condizioni di licenza ed i codici di condotta relativi al giugno 2007 ai sensi del Gambling Act 2005 e tutte le licenze che vengono rilasciate dovranno essere conformi alle condizioni emesse dalla Gambling Commission ai sensi della sezione 75 della Legge del 2005 ed al codice di responsabilità sociale emesso nelle sezioni 24 ed 82 di tale legge. Queste disposizioni variano a seconda che la licenza sia per servizi di gioco a distanza oppure non a distanza, cioè quelle locali.

Naturalmente, le modifiche prevedono assolutamente dei miglioramenti in relazione all’obbiettivo di escludere il crimine della sfera del gioco e, sopratutto, per garantire che i casinò online seguano appropriate procedure per scoraggiare ed individuare il riciclaggio di danaro. Questi interventi, come si può notare, vengono trattati con estrema attenzione da tutti i Paesi dell’Unione Europea e non solo la legislazione italiana lo mette nel proprio obbiettivo primario. Indubbiamente, la criminalità che gravita attorno al mondo del gioco d’azzardo è una tematica che tocca tutti ed è quella che, a cascata, porta nel settore ludico quella criminalità che ne rovina sia l’attività che i rapporti con gli utenti che ne possono venire coinvolti. Ed in questo ultimo caso, ci si vuole riferire particolarmente non al riciclaggio, ma bensì all’usura o strozzinaggio che dir si voglia.

Le condizioni di licenza ed i codici di disposizione che il Regno Unito vuole inserire nella sua regolamentazione, sono senza ombra di dubbio espressamente mirati a mantenere un gioco d’azzardo pulito e sano, portatore di divertimento ed, ovviamente, senza crimine. E questo sopratutto per garantire che lo stesso gioco sia equo, aperto e per prevenire gli eventuali danni che la illegalità e l’irregolarità possono produrre e provocare agli utenti che senza volerlo, oppure per mancanza di mera attenzione, vi “possano incappare”. Il Regno Unito ribadisce che le modifiche delle condizioni e dei codici sono assolutamente necessari per mantenerli aggiornati ed efficaci relativamente alla prevenzione della criminalità e la tutela degli utenti e dei rispettivi territori. Ed ancora, si ribadisce che queste misure non vogliono assolutamente essere discriminatorie, ma che vogliono unicamente specificare i requisiti e le raccomandazioni necessarie per garantire la fornitura corretta e lecita di servizi di gioco d’azzardo da parte dei casinò online.

I giochi d’azzardo presentati ad eig berlino

eig berlino

Sembra stupido e superfluo domandarsi lo scopo di un evento così grande e di tanta risonanza come l’Excellence in Gaming e l’excellence nei casino online. L’edizione di questo 2016 di EiG, che torna all’Arena di Berlino per il secondo anno consecutivo, è il seguito del notevole successo della precedente edizione. Certamente, EiG è un evento dedicato al settore del gioco che si concentra sull’obbiettivo di raggiungere l’eccellenza nel gaming e viene organizzato dalla identica società che gestisce Ice, la Fiera di Londra. Ma i partecipanti ad EiG chi sono? Si sottolinea che gli ospiti sono i decision-maker del mondo dell’iGaming, dei casinò terrestri, dei centri di scommesse, gli operatori di lotterie ed operatori sociali oltre, naturalmente, anche alle Startup di gioco. Mentre il fulcro, intorno al quale si “snoda” tutto l’evento, sono i regolatori, consulenti e tantissimi altri professionisti a livello Planetario.

Come la maggior parte di coloro che “frequentano” il mondo del gioco d’azzardo sa, lo scopo di Eig è quello di offrire una piattaforma unica che sia prodroma della creazione di reti e l’apprendimento per l’intero sistema dell’iGaming. Questo è lo scopo e, certamente, non rappresenta un obbiettivo da poco né che coinvolga pochi interessi! Nell’edizione precedente si è registrata la presenza di oltre 1600 professionisti provenienti da ben 83 Paesi diversi, ma gli organizzatori evidentemente non si accontentano e, con l’edizione di quest’anno, vogliono assolutamente superare i risultati delle altre edizioni e promettono che quella attuale sarà quella più incisiva rispetto a tutte le altre. E si è certi che questo obbiettivo verrà raggiunto viste le premesse e le basi su cui si è fondato l’evento di quest’anno.

Il tema centrale di questo evento, attorno al quale ruoterà tutto il resto, è quello di sviluppare nuove strade per l’iGaming del futuro, sopratutto, con lo scopo di aiutare chi parteciperà all’evento fornendo visioni di un certo rilievo e di rarità sia dall’interno che dall’esterno dell’industria. Bisogna solo nominare i relatori, fulcro di questo evento, che provengono da Apple, da Deezer o da Twitter, indubbiamente operatori e regolatori tra i più conosciuti dell’iGaming che contribuiscono a rendere l’evento di elevata qualità e professionalità e che possono suggerire grandi opportunità di networking.

Tutti si aspettano da EiG un sacco di prodotti innovativi e di scoperte avveniristiche che porteranno esperienze assolutamente preziose per tutti coloro che ne saranno coinvolti.

Ci si sta dimenticando, però, di dare un’occhiata al programma generale di EiG che ha una ricchissima agenda piena di conferenze proiettate a trattare alcuni temi “assolutamente caldi, anzi bollenti” del settore del gaming: si tratterà del futuro del mobile, come anche della responsabilità nell’approcciare il mondo del gioco d’azzardo per mettersi al riparo dalle eventuali conseguenze che l’abuso del gioco può provocare. Si passerà poi ad argomenti come gli e-sports, alla produzione dei giochi per i casinò online che devono sempre incontrare le esigenze degli utenti, sempre più raffinati e, sopratutto, esigenti. Senza dimenticarsi, ovviamente, del social gaming per la prossima generazione, la evoluzione della gamification e la diffusione sempre più presente, dei metodi di pagamento online. Ed anche uno sguardo speciale ai mercati emergenti come quelli africani.

Il casinò di Saint Vincent diventerà privato

casino saint vincent

Anche il comparto dei casinò può presentare innovazioni di grande impatto: in questo momento di particolare “agitazione” per il mondo del gioco, in attesa delle riforme che forse potrebbero anche riguardare il segmento delle Case da Gioco Tricolore, si prospetta l’ipotesi di affidare a privati la gestione del Saint Vincent Resort & Casinò. La questione in generale non è nuova, infatti chi conosce anche un poco questo mondo non può non ricordare le “barricate” che erano state erette all’annuncio da parte del Sindaco di Venezia, allora in carica, all’annuncio di affidare appunto a privati la gestione del Casinò Municipale. Dopo tanta agitazione e tante battaglie il Consiglio Comunale era addivenuto all’approvazione del piano e così si rendeva possibile l’avvio di questo percorso.

In Val d’Aosta non ci sono né battaglie, né “regolar tenzone”… nulla del genere. La Giunta Regionale ha inserito tra i vari punti programmatici la valutazione della possibilità di affidare a privati la gestione del Saint Vincent Resort & Casinò, cominciando dal comparto alberghiero: questa possibilità non trova detrattori neppure da parte dell’opposizione e, quindi, si potrà dare corso e sviluppare questa idea intervenuta, naturalmente, negli interessi di questa bellissima struttura che da parecchi mesi vive una situazione che non sta più in piedi.

Nonostante le voci messe in circolazione prima della pausa estiva attestassero che le “cose erano migliorate” per il Saint Vincent Resort & Casinò, la realtà non risultava veritiera: i numeri nudi e crudi dimostrano che non era quella la verità e questo naturalmente non “fa bene a nessuno”, prima di tutto alla stessa struttura che aspetta, per sopravvivere, interventi ben studiati ed applicati… se non la si vuole davvero veder morire!

Sembra che all’interno dell’Azienda non ci siano più regole, non si sa chi ne è a capo, chi deve prendere le decisioni e “l’arroganza” sta prevaricando tutto ciò che significa “buona gestione”: esistono nell’organico figure dirigenziali o quadri che hanno i medesimi compiti ed in questo modo la società perde milioni di euro l’anno che, certamente, non si può permettere. Obbiettivamente questa realtà non viene gestita “come dovrebbe fare un buon padre di famiglia” sopratutto in un momento in cui i bilanci annualmente approvati “gridano vendetta”.

Il Gruppo Alpe ad effettuato delle stime sull’attuale trend di incassi della struttura: l’attuale società pubblica che la gestisce potrebbe chiudere il corrente anno 2016 con una perdita di esercizio di circa 12 milioni di euro e con questi “conteggi in rosso”, a quando la prossima ricapitalizzazione? La nuove gestione del Casinò rispetto alla precedente, ha fatto probabilmente meno annunci roboanti, ha cercato di limitare un po’ di più i costi ed aveva anche annunciato che ci sarebbe stata una crescita. Ma, invece, sinora, in termini di incassi vi è stata una riduzione del 4% che sarà difficile recuperare nello scorcio di tempo che manca alla chiusura dell’anno.

La prospettiva della privatizzazione, quindi, potrebbe essere la soluzione per “calmierare” le perdite, tutelare 700 posti di lavoro diretti più l’indotto. Ma quale sarà il futuro per quei giovani che negli ultimi sei anni vi hanno lavorato con la prospettiva (si sperava non illusoria) che sarebbero stati assunti? Quali saranno i rapporti che la nuova società subentrante avrà con il territorio? Tante domande che attendono risposta.

Le movimentazioni del governo per il gioco d’azzardo

governo e gioco d'azzardo

Quando si parla di legge finanziaria, ogni anno, agli operatori del mondo del gioco d’azzardo ed in quello dei siti di casino online italiani “si rizzano i capelli in testa” perché regolarmente arriva una “mazzata” che “dovrà” essere accettata e che, naturalmente, nessuno vuole. Quest’anno, visto che di “prelievi forzati” il gioco ne ha già subiti, ovviamente da parte di coloro che si occupano di apparecchiature da intrattenimento, si spera che l’Esecutivo non ricorra ancora a questo comparto per “sistemarsi”, ma che se proprio dovrà rivolgersi al gioco, lo faccia distribuendo i “prelievi” sugli altri prodotti di gioco e non sempre “agli stessi indirizzi”. E la cosa anche importante è che sembra si sia presa coscienza della pericolosità delle Vlt e che si inizi un percorso che porti ad una complessiva ed equilibrata razionalizzazione dell’offerta di gioco con particolare attenzione a questo segmento che i più ritengono “aggressivo”.

Tanto per cominciare sembra “cosa buona e giusta” che il sottosegretario Pier Paolo Baretta, ormai diventato un corpo unico con il mondo del gioco pubblico, abbia preso in esame l’ipotesi di riduzione della giocata massima alle Vlt e nello stesso tempo, visto che quando si presentano queste opzioni poi compare “un qualche prelievo fiscale” asserisce che la manovra finanziaria del 2017 non chiederà 800 milioni di euro al settore come da voci che stanno circolando sempre più insistentemente. Baretta conferma che sta lavorando per l’ipotesi dichiarata per le Vlt di eliminare la giocata da 500 euro, ma non è certo che questo “lavoro” possa già essere approntato per il prossimo incontro in Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti Locali, ma anche se si arriverà solo a presentare una possibilità di riduzione della giocata al 50% potrebbe in ogni caso significare un segnale importante.

Il sottosegretario all’Economia con delega al gioco, Pier Paolo Baretta pensa di aggiungere, così, un altro pezzetto di mosaico al disegno di riforma e riorganizzazione dell’offerta di gioco sul territorio nazionale, ma in relazione alla prossima data della Conferenza Unificata “mette quasi le mani in avanti” comunicando che si va verso un accavallamento di impegni e che, quindi, la data già concordata dovrà subire dei mutamenti… ma soltanto di pochissimi giorni. Tra poco vi sarà l’approvazione della manovra finanziaria di quest’anno e, come detto, prima sono trapelate notizie di una entrata attesa da parte dei giochi di circa 800 milioni di euro. Baretta sottolinea che non è la verità, ma anche che le cifre non sono giuste…

In ogni caso la verità verrà presto a galla e, di conseguenza, tutto il settore si dovrà già preparare ad un altro salasso, sperando di riuscire a fare fronte anche a questo impegno che ormai è da considerarsi una “scadenza annuale”. Si dovrebbe dire che speranze di passare indenni attraverso la legge finanziaria il mondo del gioco pubblico non ne ha e non ne ha mai avute. Sembra sempre che i quattrini mancanti si possano reperire altrove (magari da qualche abbattimento delle spese del Governo che si preannunciano sempre, ma che mai vengono veramente attivate), ma questo “altrove” non si trova mai e si va a ricadere sempre dalla stessa parte: chissà perché.

L’interesse dell’erario nel gioco d’azzardo

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Certamente, in un Paese che si rispetti, l’Esecutivo deve guardare e trovare un equilibrio in tutti gli interventi che impone con le sue norme. E questo discorso vale nella direzione di qualsiasi settore, non solo ovviamente di quello del gioco d’azzardo pubblico e dei casino online legali. In questi anni, però, bisogna dire che l’Esecutivo ha guardato solo ed esclusivamente i propri interessi “personali”, cercando di guadagnare il più possibile dalla “sua creatura gioco”, che ha risposto in modo encomiabile alle esigenze del nostro caro Erario immettendo nelle sue casse una serie infinita di risorse. Risorse che hanno forse risolto un grosso problema per i cittadini che così non hanno dovuto di nuovo mettere le mani nelle proprie tasche, pagarne una nuova, particolare ed ulteriore tassa studiata ad hoc al fine di coprire “i consueti buchi del bilancio pubblico”. Ogni anno “questi buchi” sono da un lato la croce delle persone preposte a sistemare la posizione “debitoria dello Stato”e dall’altro i cittadini che “con terrore” aspettano l’autunno che ormai da anni “arriva” con l’inserimento di nuovi orpelli fiscali che rovinano le nostre vite, ma che sanano “come per incanto” le problematiche di bilancio.

Va bene, l’interesse di Stato innanzitutto, anche se questo chi scrive è convinto non troverà tutti d’accordo, ma chi ci governa ha anche il dovere-obbligo di tutelare l’interesse industriale che, per quanto riguarda il mondo del gioco d’azzardo pubblico, onestamente negli ultimi anni non è stato rispettato, ma anzi calpestato. E per spendere anche qualche parola in più su questo argomento, bisogna dire che l’Erario è indubbiamente il principale “portatore di interesse” per quello che riguarda gli introiti del gioco: incassa, infatti una somma netta pari a tutti i ricavi lordi di tutte le filiere messe insieme, per poi successivamente incamerare anche i singoli gettiti ordinari per impresa.

Che dire, da un lato come già detto fino allo sfinimento, l’Esecutivo propone progetti assistiti dalla stampa e spinti verso i “normali cittadini” per ridurre o per azzerare (non è dato ancora saperlo) le Awp nei bar e nei tabacchi, ma nell’altro senso si pone disponibile ad approcciare il divieto delle pubblicità relative al gioco, divieto pubblicitario che viene subito “sopito” in quanto arrivano le premesse di un azzeramento delle apparecchiature da intrattenimento. È una sorta di tira-molla che lo Stato mette in atto con l’interesse industriale del settore del gioco: ed è un giochino che ormai dura da un bel po’ e del quale si ritiene l’intera filiera sia proprio stufa.

Però questo è, speriamo che almeno in Conferenza Unificata qualcosa si riesca a “partorire” e questa volta a discapito dell’Esecutivo (mancati introiti erariali e non saranno pochi da conteggiare con la riduzione delle apparecchiature da intrattenimento) ed a favore, invece ed una volta tanto, dell’industria del gioco che dovrebbe uscirne (dalla Conferenza) con più sicurezze, con più normative, senza aumenti di tasse e con la possibilità di guardare al futuro. Ma quando si parla di settore del gioco sono “un azzardo” proprio tutte le prospettive ed appena sembra apparire uno spiraglio di “certezze” e di luce, subito dopo compare una “mazzata” che rimette le cose al “proprio posto”.