I codici di condotta sul gioco nel regno unito

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Il Regno Unito che da sempre è all’avanguardia, seppur con le sue ristrettezze anche moralistiche per ciò che attiene il mondo del gioco ed in quello dei casino online con bonus, ha presentato a Bruxelles le nuove normative per il rilascio delle licenze di gioco ed i codici di condotta. Si vuole garantire da parte del Regno Unito, come obbiettivo principale, la legalità dei casinò games e, quindi, è stato sottoposto “il nuovo piano di normative” per il consueto periodo trimestrale di stand still nel quale gli Stati Membri, o la stessa commissione, potranno esprimere le proprie osservazioni. Quindi, in arrivo le nuove Gambling Commission Licence Condition ed il Codes of Pratices: ovviamente, le stesse saranno vincolanti o meno, ma alle quali il Regno Unito e tutto il suo gioco d’azzardo, si dovranno in ogni caso adeguare.

La modifica presentata recentemente, di conseguenza, va a modificare le condizioni di licenza ed i codici di condotta relativi al giugno 2007 ai sensi del Gambling Act 2005 e tutte le licenze che vengono rilasciate dovranno essere conformi alle condizioni emesse dalla Gambling Commission ai sensi della sezione 75 della Legge del 2005 ed al codice di responsabilità sociale emesso nelle sezioni 24 ed 82 di tale legge. Queste disposizioni variano a seconda che la licenza sia per servizi di gioco a distanza oppure non a distanza, cioè quelle locali.

Naturalmente, le modifiche prevedono assolutamente dei miglioramenti in relazione all’obbiettivo di escludere il crimine della sfera del gioco e, sopratutto, per garantire che i casinò online seguano appropriate procedure per scoraggiare ed individuare il riciclaggio di danaro. Questi interventi, come si può notare, vengono trattati con estrema attenzione da tutti i Paesi dell’Unione Europea e non solo la legislazione italiana lo mette nel proprio obbiettivo primario. Indubbiamente, la criminalità che gravita attorno al mondo del gioco d’azzardo è una tematica che tocca tutti ed è quella che, a cascata, porta nel settore ludico quella criminalità che ne rovina sia l’attività che i rapporti con gli utenti che ne possono venire coinvolti. Ed in questo ultimo caso, ci si vuole riferire particolarmente non al riciclaggio, ma bensì all’usura o strozzinaggio che dir si voglia.

Le condizioni di licenza ed i codici di disposizione che il Regno Unito vuole inserire nella sua regolamentazione, sono senza ombra di dubbio espressamente mirati a mantenere un gioco d’azzardo pulito e sano, portatore di divertimento ed, ovviamente, senza crimine. E questo sopratutto per garantire che lo stesso gioco sia equo, aperto e per prevenire gli eventuali danni che la illegalità e l’irregolarità possono produrre e provocare agli utenti che senza volerlo, oppure per mancanza di mera attenzione, vi “possano incappare”. Il Regno Unito ribadisce che le modifiche delle condizioni e dei codici sono assolutamente necessari per mantenerli aggiornati ed efficaci relativamente alla prevenzione della criminalità e la tutela degli utenti e dei rispettivi territori. Ed ancora, si ribadisce che queste misure non vogliono assolutamente essere discriminatorie, ma che vogliono unicamente specificare i requisiti e le raccomandazioni necessarie per garantire la fornitura corretta e lecita di servizi di gioco d’azzardo da parte dei casinò online.

I giochi d’azzardo presentati ad eig berlino

eig berlino

Sembra stupido e superfluo domandarsi lo scopo di un evento così grande e di tanta risonanza come l’Excellence in Gaming e l’excellence nei casino online. L’edizione di questo 2016 di EiG, che torna all’Arena di Berlino per il secondo anno consecutivo, è il seguito del notevole successo della precedente edizione. Certamente, EiG è un evento dedicato al settore del gioco che si concentra sull’obbiettivo di raggiungere l’eccellenza nel gaming e viene organizzato dalla identica società che gestisce Ice, la Fiera di Londra. Ma i partecipanti ad EiG chi sono? Si sottolinea che gli ospiti sono i decision-maker del mondo dell’iGaming, dei casinò terrestri, dei centri di scommesse, gli operatori di lotterie ed operatori sociali oltre, naturalmente, anche alle Startup di gioco. Mentre il fulcro, intorno al quale si “snoda” tutto l’evento, sono i regolatori, consulenti e tantissimi altri professionisti a livello Planetario.

Come la maggior parte di coloro che “frequentano” il mondo del gioco d’azzardo sa, lo scopo di Eig è quello di offrire una piattaforma unica che sia prodroma della creazione di reti e l’apprendimento per l’intero sistema dell’iGaming. Questo è lo scopo e, certamente, non rappresenta un obbiettivo da poco né che coinvolga pochi interessi! Nell’edizione precedente si è registrata la presenza di oltre 1600 professionisti provenienti da ben 83 Paesi diversi, ma gli organizzatori evidentemente non si accontentano e, con l’edizione di quest’anno, vogliono assolutamente superare i risultati delle altre edizioni e promettono che quella attuale sarà quella più incisiva rispetto a tutte le altre. E si è certi che questo obbiettivo verrà raggiunto viste le premesse e le basi su cui si è fondato l’evento di quest’anno.

Il tema centrale di questo evento, attorno al quale ruoterà tutto il resto, è quello di sviluppare nuove strade per l’iGaming del futuro, sopratutto, con lo scopo di aiutare chi parteciperà all’evento fornendo visioni di un certo rilievo e di rarità sia dall’interno che dall’esterno dell’industria. Bisogna solo nominare i relatori, fulcro di questo evento, che provengono da Apple, da Deezer o da Twitter, indubbiamente operatori e regolatori tra i più conosciuti dell’iGaming che contribuiscono a rendere l’evento di elevata qualità e professionalità e che possono suggerire grandi opportunità di networking.

Tutti si aspettano da EiG un sacco di prodotti innovativi e di scoperte avveniristiche che porteranno esperienze assolutamente preziose per tutti coloro che ne saranno coinvolti.

Ci si sta dimenticando, però, di dare un’occhiata al programma generale di EiG che ha una ricchissima agenda piena di conferenze proiettate a trattare alcuni temi “assolutamente caldi, anzi bollenti” del settore del gaming: si tratterà del futuro del mobile, come anche della responsabilità nell’approcciare il mondo del gioco d’azzardo per mettersi al riparo dalle eventuali conseguenze che l’abuso del gioco può provocare. Si passerà poi ad argomenti come gli e-sports, alla produzione dei giochi per i casinò online che devono sempre incontrare le esigenze degli utenti, sempre più raffinati e, sopratutto, esigenti. Senza dimenticarsi, ovviamente, del social gaming per la prossima generazione, la evoluzione della gamification e la diffusione sempre più presente, dei metodi di pagamento online. Ed anche uno sguardo speciale ai mercati emergenti come quelli africani.

Il casinò di Saint Vincent diventerà privato

casino saint vincent

Anche il comparto dei casinò può presentare innovazioni di grande impatto: in questo momento di particolare “agitazione” per il mondo del gioco, in attesa delle riforme che forse potrebbero anche riguardare il segmento delle Case da Gioco Tricolore, si prospetta l’ipotesi di affidare a privati la gestione del Saint Vincent Resort & Casinò. La questione in generale non è nuova, infatti chi conosce anche un poco questo mondo non può non ricordare le “barricate” che erano state erette all’annuncio da parte del Sindaco di Venezia, allora in carica, all’annuncio di affidare appunto a privati la gestione del Casinò Municipale. Dopo tanta agitazione e tante battaglie il Consiglio Comunale era addivenuto all’approvazione del piano e così si rendeva possibile l’avvio di questo percorso.

In Val d’Aosta non ci sono né battaglie, né “regolar tenzone”… nulla del genere. La Giunta Regionale ha inserito tra i vari punti programmatici la valutazione della possibilità di affidare a privati la gestione del Saint Vincent Resort & Casinò, cominciando dal comparto alberghiero: questa possibilità non trova detrattori neppure da parte dell’opposizione e, quindi, si potrà dare corso e sviluppare questa idea intervenuta, naturalmente, negli interessi di questa bellissima struttura che da parecchi mesi vive una situazione che non sta più in piedi.

Nonostante le voci messe in circolazione prima della pausa estiva attestassero che le “cose erano migliorate” per il Saint Vincent Resort & Casinò, la realtà non risultava veritiera: i numeri nudi e crudi dimostrano che non era quella la verità e questo naturalmente non “fa bene a nessuno”, prima di tutto alla stessa struttura che aspetta, per sopravvivere, interventi ben studiati ed applicati… se non la si vuole davvero veder morire!

Sembra che all’interno dell’Azienda non ci siano più regole, non si sa chi ne è a capo, chi deve prendere le decisioni e “l’arroganza” sta prevaricando tutto ciò che significa “buona gestione”: esistono nell’organico figure dirigenziali o quadri che hanno i medesimi compiti ed in questo modo la società perde milioni di euro l’anno che, certamente, non si può permettere. Obbiettivamente questa realtà non viene gestita “come dovrebbe fare un buon padre di famiglia” sopratutto in un momento in cui i bilanci annualmente approvati “gridano vendetta”.

Il Gruppo Alpe ad effettuato delle stime sull’attuale trend di incassi della struttura: l’attuale società pubblica che la gestisce potrebbe chiudere il corrente anno 2016 con una perdita di esercizio di circa 12 milioni di euro e con questi “conteggi in rosso”, a quando la prossima ricapitalizzazione? La nuove gestione del Casinò rispetto alla precedente, ha fatto probabilmente meno annunci roboanti, ha cercato di limitare un po’ di più i costi ed aveva anche annunciato che ci sarebbe stata una crescita. Ma, invece, sinora, in termini di incassi vi è stata una riduzione del 4% che sarà difficile recuperare nello scorcio di tempo che manca alla chiusura dell’anno.

La prospettiva della privatizzazione, quindi, potrebbe essere la soluzione per “calmierare” le perdite, tutelare 700 posti di lavoro diretti più l’indotto. Ma quale sarà il futuro per quei giovani che negli ultimi sei anni vi hanno lavorato con la prospettiva (si sperava non illusoria) che sarebbero stati assunti? Quali saranno i rapporti che la nuova società subentrante avrà con il territorio? Tante domande che attendono risposta.

Le movimentazioni del governo per il gioco d’azzardo

governo e gioco d'azzardo

Quando si parla di legge finanziaria, ogni anno, agli operatori del mondo del gioco d’azzardo ed in quello dei siti di casino online italiani “si rizzano i capelli in testa” perché regolarmente arriva una “mazzata” che “dovrà” essere accettata e che, naturalmente, nessuno vuole. Quest’anno, visto che di “prelievi forzati” il gioco ne ha già subiti, ovviamente da parte di coloro che si occupano di apparecchiature da intrattenimento, si spera che l’Esecutivo non ricorra ancora a questo comparto per “sistemarsi”, ma che se proprio dovrà rivolgersi al gioco, lo faccia distribuendo i “prelievi” sugli altri prodotti di gioco e non sempre “agli stessi indirizzi”. E la cosa anche importante è che sembra si sia presa coscienza della pericolosità delle Vlt e che si inizi un percorso che porti ad una complessiva ed equilibrata razionalizzazione dell’offerta di gioco con particolare attenzione a questo segmento che i più ritengono “aggressivo”.

Tanto per cominciare sembra “cosa buona e giusta” che il sottosegretario Pier Paolo Baretta, ormai diventato un corpo unico con il mondo del gioco pubblico, abbia preso in esame l’ipotesi di riduzione della giocata massima alle Vlt e nello stesso tempo, visto che quando si presentano queste opzioni poi compare “un qualche prelievo fiscale” asserisce che la manovra finanziaria del 2017 non chiederà 800 milioni di euro al settore come da voci che stanno circolando sempre più insistentemente. Baretta conferma che sta lavorando per l’ipotesi dichiarata per le Vlt di eliminare la giocata da 500 euro, ma non è certo che questo “lavoro” possa già essere approntato per il prossimo incontro in Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti Locali, ma anche se si arriverà solo a presentare una possibilità di riduzione della giocata al 50% potrebbe in ogni caso significare un segnale importante.

Il sottosegretario all’Economia con delega al gioco, Pier Paolo Baretta pensa di aggiungere, così, un altro pezzetto di mosaico al disegno di riforma e riorganizzazione dell’offerta di gioco sul territorio nazionale, ma in relazione alla prossima data della Conferenza Unificata “mette quasi le mani in avanti” comunicando che si va verso un accavallamento di impegni e che, quindi, la data già concordata dovrà subire dei mutamenti… ma soltanto di pochissimi giorni. Tra poco vi sarà l’approvazione della manovra finanziaria di quest’anno e, come detto, prima sono trapelate notizie di una entrata attesa da parte dei giochi di circa 800 milioni di euro. Baretta sottolinea che non è la verità, ma anche che le cifre non sono giuste…

In ogni caso la verità verrà presto a galla e, di conseguenza, tutto il settore si dovrà già preparare ad un altro salasso, sperando di riuscire a fare fronte anche a questo impegno che ormai è da considerarsi una “scadenza annuale”. Si dovrebbe dire che speranze di passare indenni attraverso la legge finanziaria il mondo del gioco pubblico non ne ha e non ne ha mai avute. Sembra sempre che i quattrini mancanti si possano reperire altrove (magari da qualche abbattimento delle spese del Governo che si preannunciano sempre, ma che mai vengono veramente attivate), ma questo “altrove” non si trova mai e si va a ricadere sempre dalla stessa parte: chissà perché.

L’interesse dell’erario nel gioco d’azzardo

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Certamente, in un Paese che si rispetti, l’Esecutivo deve guardare e trovare un equilibrio in tutti gli interventi che impone con le sue norme. E questo discorso vale nella direzione di qualsiasi settore, non solo ovviamente di quello del gioco d’azzardo pubblico e dei casino online legali. In questi anni, però, bisogna dire che l’Esecutivo ha guardato solo ed esclusivamente i propri interessi “personali”, cercando di guadagnare il più possibile dalla “sua creatura gioco”, che ha risposto in modo encomiabile alle esigenze del nostro caro Erario immettendo nelle sue casse una serie infinita di risorse. Risorse che hanno forse risolto un grosso problema per i cittadini che così non hanno dovuto di nuovo mettere le mani nelle proprie tasche, pagarne una nuova, particolare ed ulteriore tassa studiata ad hoc al fine di coprire “i consueti buchi del bilancio pubblico”. Ogni anno “questi buchi” sono da un lato la croce delle persone preposte a sistemare la posizione “debitoria dello Stato”e dall’altro i cittadini che “con terrore” aspettano l’autunno che ormai da anni “arriva” con l’inserimento di nuovi orpelli fiscali che rovinano le nostre vite, ma che sanano “come per incanto” le problematiche di bilancio.

Va bene, l’interesse di Stato innanzitutto, anche se questo chi scrive è convinto non troverà tutti d’accordo, ma chi ci governa ha anche il dovere-obbligo di tutelare l’interesse industriale che, per quanto riguarda il mondo del gioco d’azzardo pubblico, onestamente negli ultimi anni non è stato rispettato, ma anzi calpestato. E per spendere anche qualche parola in più su questo argomento, bisogna dire che l’Erario è indubbiamente il principale “portatore di interesse” per quello che riguarda gli introiti del gioco: incassa, infatti una somma netta pari a tutti i ricavi lordi di tutte le filiere messe insieme, per poi successivamente incamerare anche i singoli gettiti ordinari per impresa.

Che dire, da un lato come già detto fino allo sfinimento, l’Esecutivo propone progetti assistiti dalla stampa e spinti verso i “normali cittadini” per ridurre o per azzerare (non è dato ancora saperlo) le Awp nei bar e nei tabacchi, ma nell’altro senso si pone disponibile ad approcciare il divieto delle pubblicità relative al gioco, divieto pubblicitario che viene subito “sopito” in quanto arrivano le premesse di un azzeramento delle apparecchiature da intrattenimento. È una sorta di tira-molla che lo Stato mette in atto con l’interesse industriale del settore del gioco: ed è un giochino che ormai dura da un bel po’ e del quale si ritiene l’intera filiera sia proprio stufa.

Però questo è, speriamo che almeno in Conferenza Unificata qualcosa si riesca a “partorire” e questa volta a discapito dell’Esecutivo (mancati introiti erariali e non saranno pochi da conteggiare con la riduzione delle apparecchiature da intrattenimento) ed a favore, invece ed una volta tanto, dell’industria del gioco che dovrebbe uscirne (dalla Conferenza) con più sicurezze, con più normative, senza aumenti di tasse e con la possibilità di guardare al futuro. Ma quando si parla di settore del gioco sono “un azzardo” proprio tutte le prospettive ed appena sembra apparire uno spiraglio di “certezze” e di luce, subito dopo compare una “mazzata” che rimette le cose al “proprio posto”.